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Pasted as Plain Text by giovi ( 15 years ago )
francesca
19 dicembre 2010 03:02
A: gioggi2002
Buona notte..o buon giorno dalle prospettive.
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14K
Giovanni
19 dicembre 2010 12:51
A: Ambra
Non ti fare ingannare dal titolo della mail, non è una stracazzo di
catena di Sant'Antonio.
Sono questi i momenti in cui, forse, rimpiango di non essere stato
capace di amare o non essere stato abbastanza fortunato per farlo.
Accontentati di questa risposta, per il momento. Non l'ho scritta io,
ma penso che abbia un peso specifico non indifferente.
--
Giovanni Dini
---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: francesca
Date: 19 dicembre 2010 03:02
Oggetto: Per te
A: gioggi2002
[Testo tra virgolette nascosto]
Titolo....docx
14K
ambra
19 dicembre 2010 14:56
A: Giovanni
E tu, ti accontenti di questo? Ti basta a capirci qualcosa, a dare un senso a quel che hai, o non hai, di fronte?
Il mio stato di facebook, in questo momento, non è affatto casuale.
Perchè comunque tu la voglia vedere, quella lettera era davvero la cosa più giusta, più bella e più sensata che fosse possibile fare per lei, e che mi rende assolutamente entusiasta per la persona che è.
Quel che ti chiedo, è di saper essere anche tu la persona che io conosco, quella che lei sa esserci, ma che non ne vuole sapere di venir fuori. Basta anche una palla, è vero. Basta provarci.
L'amore non è una questione di fortuna, e non lo si può rimpiangere, perchè per amare non è mai troppo tardi, quando si ha davanti la persona giusta.
Ambra
> From: gioggi2002
> Date: Sun, 19 Dec 2010 12:51:55 +0100
> Subject: Fwd: Per te
> To: ambry90
[Testo tra virgolette nascosto]
Giovanni
19 dicembre 2010 15:08
A: ambra
Ovvero?
--
Giovanni Dini
Il 19 dicembre 2010 14:56, ambra pacini ha scritto:
[Testo tra virgolette nascosto]
ambra
19 dicembre 2010 17:24
A: Giovanni
Ovvero non ci hai capito un cavolo, temo......
Cosa ti gira in testa, a patto che ci sia ancora qualcosa da far girare, piccolo pazzo?
> From: gioggi2002
> Date: Sun, 19 Dec 2010 15:08:46 +0100
> Subject: Re: Per te
[Testo tra virgolette nascosto]
Giovanni
19 dicembre 2010 19:42
A: ambra pacini
Cosa gira in testa a me? Boh.
Ma volevo spiegazioni a questa frase "Quel che ti chiedo, è di saper essere anche tu la persona che io conosco, quella che lei sa esserci, ma che non ne vuole sapere di venir fuori. Basta anche una palla, è vero. Basta provarci.".
--
Giovanni Dini
Il 19 dicembre 2010 17:24, ambra pacini ha scritto:
[Testo tra virgolette nascosto]
ambra
20 dicembre 2010 16:47
A: Giovanni
Traduzione: anche se al momento mi verrebbe da scrivere "Quel che ti chiedo, è di saper essere anche tu la persona che io conosco", cioè quell'idiota, imbecille, rintontito, stupido essere che non sa più nemmeno allacciarsi le scarpe (ho pensato insulti molto peggiori, lo ammetto, ma è uno sforzo pensare così male di te, quindi spero che darti del tonto all'ennesima potenza basti), in realtà quel che volevo farti capire è che sarebbe anche ora, visto che LEI la sua parte l'ha fatta, di fare anche tu la tua, di essere la persona responsabile, onesta e buona che io conosco, e che lei sa esserci, e soprattutto la persona sensibile, altruista, sincera, attenta alle sofferenze degli altri. Infine, vorrei che portassi a fare un giro alla luce del sole (si fa per dire) il "bradipo" che c'è in te, e cioè quel tuo (che poi è nostro) essere debole, come tutti del resto, spiazzato di fronte alle difficoltà, sofferente per le ferite che hai addosso, impotente perchè da soli non si può fare tutto. Vorrei che almeno tu sapessi mostrare a chi ti ama cosa vuol dire essere arrabbiati perchè si è sempre dovuti essere forti, perchè si è sempre dovuto lottare prima per gli altri che per sè, perchè i migliori confidenti sono sempre stati pagine bianche di computer, diari fatti di fogli a righe, blog sperduti con accessi riservati, perchè la vita ci ha ridotti ad essere degli stupidi ricci e non delle persone in grado sia di dare quel che hanno, ma anche di ricevere per quel che sono.
Ecco, vorrei in fin dei conti che almeno tu facessi il "salto di qualità" che io non ho mai voluto fare, perchè per me, al posto tuo, quella lettera mandata per invogliarti ad essere proprio te stesso, col bello e brutto tempo, col dolore, coi rimorsi, col pentimento, con la rabbia, con l'incapacità di esprimere tutto quel che c'è sotto, sarebbe stata decisamente illuminante, simbolo di un interesse e affetto veri che gridano di voler essere presi in considerazione più di quanto tu sia riuscito a fare fino ad ora.
Il discorso della palla aveva a che fare con il riferimento nella mail della Fra a Wilson in Cast Away, questo per dirti che per far venir fuori tutto di te non è necessario, non all'inizio almeno, metterti di fronte ad un essere umano in carne ed ossa, ma semplicemente alla tua faccia davanti allo specchio, a patto che tu voglia davvero uscir fuori dal tuo guscio, o quantomeno voglia provarci. Ovviamente, lei spera con tutto quel che ha (cuore, cervello, polmoni, reni, braccia, gambe, orecchie, anche con la linfa e il liquido sinoviale delle articolazioni) che tu voglia aprirti con lei, e visto che ormai devo dirla tutta è quel che spero anch'io, dal mio piccolo insignificante ruolo di sporca doppiogiochista che sto avendo nei tuoi confronti.
Questo però presuppone che tu voglia almeno quanto voglio io rimettere in piedi una storia con lei, o perlomeno una seria discussione dell'ordine del giorno, e per questo mi sento di dirti di lasciar perdere quel che vogliamo o riteniamo giusto io e lei, perchè al solito in questo momento quello più a pezzi sei tu, e non puoi pensare di far contento qualcun altro quando non sai nemmeno in quanti frammenti di preciso ti sei spaccato.
Di certo le cose son due, di fronte a quella lettera: o ci metti anima e corpo per riprovarci e per seguire i nostri estenuanti consigli, o chiudi tutto con lei.
Se per la prima alternativa sarebbe di certo ben lieta anche lei di darti tutto il tempo che vuoi, per la seconda è il caso che ti sbrighi: per quelli che sono gli standard della Fra, sarebbe già abbastanza KO se tu la mollassi definitivamente ora, con tutte le spiegazioni e le scuse dovute, figuriamoci cosa le accadrebbe aspettare ancora e lasciarla nell'agonia in cui in fin dei conti è stata negli ultimi 10 e più giorni....
Last thing: vista dalla sua prospettiva, credo che più di quel cha ha fatto e si è scoperta, non possa nè sia in grado di fare, quindi al posto tuo inizierei a ragionare partendo dal presupposto che lei, per ora, ce l'ha messa davvero tutta.
Ora, odiami pure, maltrattami, umiliami per la mia incapacità di essere imparziale, e soprattutto perchè sto tirando più acqua forse al suo mulino che non al tuo, e fammi sapere se credi che io possa oltrepassare il limite per il quale, in qualità di tua amica, finisco col fare il tuo male, perchè è davvero l'ultima cosa che voglio.
Per quel di cui hai bisogno, eccomi qua. Le sberle, nel caso tu voglia usarmi come sfogo, non devono fare lividi però, altrimenti Matteo s'accorge e è messa che l'amante mi mena anche, dopo che lo fa cornuto.
Un abbraccio,
Ambrina
Ps. invio senza rileggere che il portatile ha batteria bassa.
> From: gioggi2002
> Date: Sun, 19 Dec 2010 19:42:57 +0100
[Testo tra virgolette nascosto]
Giovanni
21 dicembre 2010 14:19
A: ambra
Penso che seguirò il tuo consiglio: mi aprirò. Oggi la vedrò per un caffè: le devo dare il regalo di Natale (e quello per la sua
famiglia).
Le sue parole (mi ha detto che le hai mandato un messaggio dopo che ti ho inoltrato la sua mail: ha aggiunto che ci è rimasta un po' male e si è sentita "spogliata") mi hanno turbato, e non poco. Un po' come le tue.
Tu stessa hai riassunto con le tue parole tutto ciò che avrei voluto o, probabilmente, dovuto dire.
"Vorrei che almeno tu sapessi mostrare a chi ti ama cosa vuol dire essere arrabbiati perchè si è sempre dovuti essere forti, perchè si è sempre dovuto lottare prima per gli altri che per sè, perchè i migliori confidenti sono sempre stati pagine bianche di computer,
diari fatti di fogli a righe, blog sperduti con accessi riservati, perchè la vita ci ha ridotti ad essere degli stupidi ricci e non delle
persone in grado sia di dare quel che hanno, ma anche di ricevere per quel che sono."
A queste parole e a tutte le altre penso di poter aggiungere solo una cosa, che poi rappresenta, credo, il mio punto di vista.
Come ti dicevo, le vostre parole mi hanno turbato. Beh, turbato non è proprio la parola giusta. Direi più "stimolato". Ma non nel cosciente, credo. I miei ragionamenti coscienti sono stati "sì, avete ragione entrambe, ma, come tu ben sai, non è certo facile, anzi". Ebbene, stanotte ho fatto un sogno. Ho sognato che ero con una ragazza (credo l'Alessandra Maci, tanto per cambiare) e che dopo poco ci scambiavamo qualche bacio. Ma non è questo l'importante. L'importante era quello che provavo io mentre questo succedeva. Ero felice, cazzo. Felice come forse sono anni e anni e anni che non lo sono. Ti giuro che solo a ripensarci mi vien da piangere. Sia perché non riesco più ad esserlo, sia perché non sono più riuscito a stare con una persona e a renderla partecipe di questa felicità, dei sorrisi e delle emozioni che mi attraversano quando sono così. E che forse, in qualche modo, riesco anche a trasmettere.
Per questo sono cupo. Per questo rido molto, molto raramente. Ma preferisco far ridere gli altri, preferisco che siano gli altri a
stare bene, prima di me. Credo sia perché non ne sono più capace.
Come dicevi tu, io e te siamo altruisti, fin troppo. Siamo disposti a far essere felici gli altri tralasciando completamente ciò che viviamo
e ciò che ci succede dentro. Siamo in grado di nascondere, dissimulare tutto. Tu forse (te lo auguro) riesci a sfogare tutto piangendo. Io no. Sono anni che non faccio un pianto serio, che non sia un magone per empatia davanti ad un film. Sono anni che non piango per dei cazzi miei.
E quando vivo un rapporto, do il 110% per farlo andare bene. Ma sono umano, sono tutto fuorché perfetto e di certo non sono il migliore che sia passato su questa Terra, né nel pensare agli altri, né nel saper nascondere me stesso proprio di fronte a me stesso.
Ti spiego la mia teoria.
Quando mi metto con una persona sono entusiasta. A quel punto Giovi non esiste più. Esiste solo l'altra persona. Giovi diventa una cosa che funziona in relazione alla felicità, all'entusiasmo dell'altra persona. I miei bisogni, i miei desideri, tutto ciò che mi riguarda
nell'intimo scende ai minimi storici. Non lo faccio apposta, funziono così. Ed è questo il motivo per cui quando all'inizio della nostra
relazione la Fra mi portò a casa sua dove mi fece trovare una piccola torta con scritto sopra "32767", ovvero un numero da programmatori, una cosa così intima per me, che ci rimasi a bocca aperta. Le foto su Facebook ne sono una testimonianza reale.
Ma cosa succede poi? Succede che inconsciamente, piano piano, il mio essere ("essere" in tutti i sensi) viene fuori. Viene fuori anche il pensare a me. Viene fuori un'intolleranza che prima magari sopportavo con enorme tranquillità senza neppure rendermene conto. E piano piano cresce, e così il malessere dentro di me. E via così, piano piano viene a galla tutto. E' successo così con la Silvia, e mi rendo conto che sta accadendo anche con la Fra. E mi rendo conto sempre più che il mio problema non sono loro: sono io. E' per colpa mia che le storie non funzionano. Che i rapporti stupendi vanno sempre via via scemando fino a diventare un incubo o quasi.
Non so se voglio tornare con lei. Da un lato forse sì: per la nostalgia e per la sua dimostrazione di sapere (e soprattutto volere)
andare a fondo quasi più di ogni altra persona io avessi incontrato (tu rimani un gradino sopra, ma sei assolutamente avvantaggiata dal fatto, povera te, di somigliarmi tanto). Dall'altro no: per il fatto che effettivamente io le cose che non sopporto non le sopporto
proprio, le ragioni per cui ho deciso di farla finita erano vere. E probabilmente anche perché quello che non è un problema risolto, anzi.
Solo ora cominciamo piano piano a scoprire le cose. Figurati se siamo vicini al risolverle.
Aldilà di questo discorso, ti dirò le mie sensazioni, quelle che provo adesso.
Da un lato sono stupito, sopreso o non saprei neanche definire come, forse desideroso di conoscere ciò che sta venendo fuori. Sono un po' timoroso, perché quello che c'è dentro non lo conosco neanche io e non so se potrebbe fare bene o male, il fatto di vederlo, o meglio sentirlo, uscire.
Mi tornano in mente le parole di mio zio, forse la persona che mi conosce (o conosceva, visto che è tanto che non passiamo più dei
momenti insieme come una volta) quando parlando con mia nonna disse "Chissà Giovanni in quel cuore quanto disordine ha" (io non c'ero, mi è stato raccontato). Ci aveva visto giusto, sotto la scorza ci sono cose che neppure immaginavo.
Quindi ti ringrazio per aver avviato qualcosa. Non so bene cosa, ma un qualcosa.
E ti ringrazio anche per il sogno di stanotte. Per quanto col senno di poi faccia male, non vivevo una felicità così grande, sincera e
spontanea da non so neppure io quanto tempo.
Un abbraccio.
--
Giovanni Dini
P.S.: quando posso venirvi a trovare? O quando ci possiamo vedere? Il
contatto via mail mi sta stancando.
Il 20 dicembre 2010 16:47, ambra pacini ha scritto:
[Testo tra virgolette nascosto]
ambra
22 dicembre 2010 23:57
A: Giovanni Dini <[email protected]>
Caro Giovi,
parto dal presupposto, stupido ma necessario, che non so bene nemmeno io da dove cominciare, perchè qui di carne al fuoco ce n'è davvero parecchia
Dunque, per prima cosa vorrei dirti che mi piace il fatto che una buona volta tu abbia saputo parlare di te a prescindere da tutto il resto del mondo, non so se hai notato ma ultimamente riuscivi a concentrarti su tutti, fuorchè te stesso, forse perchè non ne volevi sapere di fare i conti con quello che sei, che vuoi, che pensi.
Una cosa che invece vorrei sottolineare non dico come negativa, ma comunque su cui riflettere, è la frase che diceva "tu rimani un gradino sopra, ma sei assolutamente avvantaggiata dal fatto, povera te, di somigliarmi tanto": non è quello il punto, non stavolta almeno. Io non ti conosco così bene perchè siamo due gocce d'acqua, perchè sono brava a scavare, o perchè sia più intelligente o acuta di altri, ma semplicemente perchè tu un giorno, consciamente o non, hai deciso di non nasconderti con me, ma di farti vedere a occhio e croce per quello che sei.
L'essere così simili poi ci ha portato a fidarci, a capirci al volo, ad essere indispensabili a volte l'uno per l'altra, ma io ti ho conosciuto perchè sei stato tu a lasciarmelo fare, e viceversa.
Ora non voglio farti sentire in colpa più di quanto tu non ti senta già, ma il problema di fondo è proprio quello che hai espresso tu, cioè il tuo annullarti di fronte ad una persona a cui tieni, concentrandoti solo su di lei, senza pensare che come tu vuoi conoscere tutto di chi hai di fronte, anche l'altro vorrebbe essere messo nella condizione di conoscerti davvero, condizione che sta proprio a te dettare.
Lei forse ha capito a scoppio ritardato di non conoscerti veramente, ma il fatto che lo abbia capito e che abbia fatto di tutto per rimediare è già molto secondo me.
Non avendo idea di cosa sia successo quando vi siete visti, vado avanti ad ipotesi, stile tentativo ed errore, per poterti dare una mano: tu dici di non sapere se voler continuare o no con la Fra, ma dici anche che qualcosa si è mosso, che ti sei sentito stimolato dalle nostre rotture di scatole, e che in fin dei conti quel che chiedi è di poter essere felice accanto a qualcuno che ami.
Il punto però non è chi ami, chi ti interessa, chi ti attira: quello su cui secondo me dovresti concentrarti è il tuo modo di porti di fronte a queste persone, la tua voglia di farti conoscere, indipendentemente dalla ragazza che hai davanti, che si chiami Francesca, Romilda o Genoveffa.
Per farti capire, prendo come esempio la Barbara: quando mi hai parlato del tuo incontro con lei, mi hai detto che avete parlato del più e del meno, di musica, di hacking, della sera dopo, di un'infinità di cose insomma, ma ne hai proprio saltata una: te. E non mi dire che per te è importante già l'aver condiviso i tuoi interessi, perchè non c'entra proprio un tubo: io non ne capisco niente di musica, e parlare di informatica mi fa sentire così ignorante da annoiarmi, e soprattutto da non essere mai riuscita a starti dietro nei tuoi discorsi, tanto da farti alla fine rinunciare a farmeli, eppure ti conosco.
Con questo non voglio dire che avresti dovuto farle il resoconto della tua vita da che ti ricordi ad ora, o farle una testa tanto coi tuoi problemi attuali, ma ci scommetterei quel che non ho che non le hai nemmeno detto di essere in crisi con la Fra, o che al mattino, per dirne una, hai litigato con tua mamma (esempio stupido, ma rende: ammettere una qualunque cosa di te l'avrebbe portata a farti domande, e ti avrebbe costretto a darle risposte, e così via).
E non è che non lo hai fatto perchè era lei, ma perchè non ne sei capace: quello che devi sforzarti di fare è proprio metterti un tantino in piazza, dare a chi trovi davanti a te la possibilità quantomeno di chiedere.
Detto ciò, passiamo al capitolo "te e Fra".
L'unica cosa che ho da dire al riguardo é: se deve essere un "ripiego", allora lascia perdere.
Il fatto è che a questo punto lei magari non conoscerà te come vorrebbe, ma tu di certo conosci lei, e se capisci di non poter accettare nè ora nè mai quello che di lei non ti va giù o ti infastidisce, di non poterci passare sopra e prenderlo come un semplice difetto, c'è poco da fare: le persone faticano molto a cambiare, lo sappiamo bene anche noi due, e di certo se decidono di farlo deve essere per loro convinzione del tutto personale, e non per farci contenti.
D'altro canto, parti dal presupposto che nessuno è perfetto, e per quanto io desideri per te la principessa delle principesse, ogni donna ha i suoi bei rospi sotto sotto, quindi non ti illudere: la persona perfetta non esiste per nessuno, figurati per due complicati rebus come noi.
Che altro?
Ah, sono felice che ti sia fatto un bel sogno in rosa, soprattutto se questo vuol dire mettercela tutta per viverlo nella realtà: non demordere, anzi, inizia a lottare, perchè meriti di essere felice forse più di molta altra gente, e l'unico modo che hai per farlo è proprio arrivare al fondo di quel pozzo che poi è il tuo cuore. Molto belle, tra l'altro, le parole di tuo zio.
A questo punto, posso solo dirti che per qualunque cosa possa esserti utile, sono qui: di fatto non so nemmeno io in che modo pratico possa aiutarti a farti sputar fuori tutto quello che c'è in quel caos, ma sai che sono ben lieta di aiutarti a trovare una soluzione.
'notte e sogni d'oro, as always
Ambrina
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